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01 settembre 2026
Mercato autovetture: agosto ancora in crescita (+3,2%) ma la frenata prosegue
Nei primi 8 mesi il mercato guadagna l'8,5% sul 2025, ma sul 2019 resta un gap del 14,8%
• Ad agosto le ibride plug-in, sostenute dal noleggio a lungo termine che pesa il 45%, confermano la propria dinamicità con una quota in salita al 12,0%
• Esaurito l’effetto incentivi, le elettriche pure tornano su valori ordinari con il 6,4%, ben al di sotto della media continentale
• Necessaria e sempre più urgente la riforma fiscale per la decarbonizzazione delle flotte aziendali e il supporto alle imprese
• Revisione del Codice della Strada: serve una Cabina di regia nazionale per assicurare uniformità ed efficacia alle politiche di mobilità sostenibile
Il mese di agosto conferma l’andamento positivo del mercato italiano delle autovetture, registrando un +3,2% con 69.411 unità rispetto alle 67.290 auto immatricolate nell’agosto 2025. La fotografia dei primi otto mesi dell’anno in corso rimane positiva, con una crescita delle immatricolazioni dell’8,5% e 1.129.596 unità rispetto alle 1.040.761 di gennaio-agosto 2025 (ma ancora -14,8% sul 2019). Nella lettura del 2026, risulta però evidente la frenata registrata nell’ultimo bimestre, dove la spinta dei primi 6 mesi dell’anno (+9,6% cumulato sul 2025, con giugno a +10,6%) è seguita dal forte rallentamento di luglio (+3,9%) e agosto (+3,2%).
Le vetture elettriche pure (BEV) si fermano al 6,4% del totale, in lieve crescita rispetto al 5,9% di luglio e al 4,9% di agosto 2025. Il dato conferma come l’accelerazione impressa dagli incentivi statali abbia di fatto esaurito i propri effetti sulle immatricolazioni di auto BEV.
Discorso diverso per le ibride plug-in (PHEV), che continuano a confermare una forte dinamicità raggiungendo ad agosto una quota del 12,0%, in crescita sia rispetto al mese precedente (che registrava un 10,5%), sia rispetto al 7,1% di agosto 2025. Il dato continua a essere positivamente influenzato dalla spinta del noleggio a lungo termine, che nel mese rappresenta il 45% del totale immatricolazioni PHEV.
Sul fronte istituzionale, il 18 agosto scorso la Commissione europea ha pubblicato la Comunicazione sugli orientamenti per l’utilizzo delle risorse derivanti dalla clausola di salvaguardia nazionale per la sicurezza energetica. Nel quadro di quanto previsto e degli interventi ammissibili, UNRAE reputa positiva l’inclusione di sovvenzioni e incentivi alle infrastrutture di ricarica pubbliche e domestiche, pur rilevando l’assenza di un esplicito richiamo a misure fiscali direttamente rivolte al rinnovo e alla transizione energetica del parco veicolare circolante.
“In particolare - sottolinea Roberto Pietrantonio, Presidente di UNRAE - resta prioritaria e urgente una riforma strutturale della fiscalità delle auto aziendali, oggi fortemente penalizzante rispetto ai principali mercati europei. Auspichiamo che, anche alla luce delle aperture provenienti da Bruxelles, si intervenga al più presto sulla deducibilità dei costi di acquisto, di leasing e di noleggio, e sui relativi limiti fiscalmente riconosciuti”.
“Sostenere il rinnovo delle flotte aziendali ha una valenza ancora maggiore se consideriamo come esso, in prospettiva, possa alimentare il mercato dell’usato con veicoli più moderni, sicuri e accessibili per le famiglie, oltre che, al contempo, generare benefici anche per l’Erario.”
Per quanto riguarda le normative nazionali, UNRAE partecipa attivamente alla consultazione avviata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) per la revisione organica del Codice della Strada, che rappresenta un’occasione fondamentale per semplificare il quadro normativo e adeguarlo alle evoluzioni della tecnologia e della mobilità.
“Come abbiamo già avuto modo di rimarcare in occasione del confronto con la Conferenza delle Regioni, l’elevata concentrazione nel nostro Paese delle limitazioni alla circolazione e la forte frammentazione delle discipline locali, evidenziano la necessità sempre più urgente di un maggiore coordinamento nazionale”, prosegue il Presidente UNRAE. “Emblematica, in questo senso, la recente scelta di Roma Capitale di introdurre per i veicoli elettrici una tariffa annua di 1.000 euro per l’accesso alle ZTL, superando il precedente regime di gratuità: una misura che rischia di tradursi in un ulteriore disincentivo alla transizione energetica”.
“Auspichiamo, pertanto, l’istituzione di una Cabina di regia nazionale che assicuri uniformità, certezza normativa, equità ed efficacia alle politiche di mobilità sostenibile”, conclude Pietrantonio, “mettendo a disposizione delle Istituzioni le proprie competenze e il proprio patrimonio di dati e analisi quale supporto tecnico alla definizione delle misure”.
L’analisi della struttura del mercato del mese, sotto il profilo degli utilizzatori mostra in agosto una lieve crescita per i privati che cedono 0,6 punti di quota al 54,5% del totale e chiudono gli 8 mesi al 53,4% di share (+1,0 p.p.). Le autoimmatricolazioni ad agosto flettono in volume, fermandosi al 15,9% di share (-1,4 p.p.), e perdono 0,4 punti in gennaio-agosto, al 10,9% del totale. Il noleggio a lungo termine torna a crescere in volume e quota, salendo di quasi 1 punto, al 20,9% del totale (21,0% nei primi 8 mesi, -2,4 p.p.), per una forte crescita delle società Top, a fronte di un calo delle Captive. Il noleggio a breve termine segna un altro sostenuto incremento nel mese, al 3,6% di share (+1,3 p.p.); in gennaio-agosto la quota sale al 9,5% (+2,2 p.p.). Le società nel mese si fermano al 5,2% di share (-0,1 p.p., 5,3% nel cumulato).
Tra le alimentazioni, in agosto il motore a benzina perde 4,4 punti e scende al 20,1% di quota (19,6% nel cumulato, -6,0 p.p.). Il diesel cede 2,5 punti di quota nel mese e retrocede al 5,8% in agosto e al 6,7% negli 8 mesi. Il Gpl nel mese retrocede all’8,8% (-1,1 p.p.), e scende al 7,0% in gennaio-agosto (-2,3 p.p.). Le ibride, leader del mercato, nel mese recuperano 1,7 punti, salendo al 46,9% di quota (49,3% nei primi 8 mesi), con un 16,8% per le “full” hybrid e 30,1% per le “mild” hybrid. Le auto BEV, come anticipato, chiudono il mese di giugno al 6,4% di share, in crescita di 1,5 punti sul 2025 (8,0% nel cumulato); le PHEV salgono al 12,0% rispetto al 7,1% di un anno fa (9,4% in gennaio-agosto, +3,7 p.p.).
L’analisi della segmentazione mostra ad agosto una buona crescita dei volumi delle berline e dei SUV del segmento A, rispettivamente al 9,2% e 1,8% di share. In crescita le berline del segmento B al 16,8%, mentre cedono i Suv al 27,9%. Nel segmento delle medie (C) in leggero calo le berline, al 4,2% di quota, mentre i Suv guadagnano 4,0 punti, al 24,1%. Le berline del segmento D perdono quasi 1/3 dei volumi, allo 0,5%, mentre i Suv guadagnano 1,3 punti, posizionandosi al 9,1% del totale. Nell’alto di gamma flettono sia le berline sia i Suv, rispettivamente allo 0,1% e 1,1% di quota. Infine, le station wagon rappresentano il 2,3% del totale, gli MPV il 2,2% e le sportive lo 0,6%.
Sul fronte delle aree geografiche, ad agosto il Nord Ovest perde la prima posizione e 1,3 punti di quota, fermandosi al 27,9%, mentre il Centro – come a luglio - diventa l’area più rappresentativa del Paese con il 29,9% delle immatricolazioni totali, grazie comunque al noleggio, senza il quale perderebbe 7,9 punti, fermandosi al 22,0%. Il Nord Est perde 1,6 punti, al 25,3% (25,2% al netto del noleggio); il Sud sale al 10,7% (+1,3 p.p.) e le Isole al 6,2% (+0,3 p.p.).
Le emissioni medie di CO2 delle nuove immatricolazioni in agosto perdono il 4,5% e scendono a 107,1 g/Km; nei primi 8 mesi flettono del 6,0%, a 107,4 g/Km.
L’analisi delle immatricolazioni per fascia di CO2 riflette l’andamento in agosto di auto BEV e PHEV: la fascia delle ZEV (0 g/Km) rappresenta il 6,4% del mercato, lo 0,2% la fascia 1-20 g/Km (rispettivamente 8,0% e 0,9% nei 7 mesi). La fascia 21-50 g/Km pesa il 7,0% del totale e la 51-60 g/Km il 2,7% (nei primi 8 mesi rispettivamente il 4,7% e l’1,9%). La 61-94 g/Km rappresenta il 4,4% (4,9% nel cumulato), la 95-135 g/Km il 61,7% (60,4% in gennaio-agosto), mentre la quota delle vetture da 136 a 190 g/Km si porta al 14,3% e quella della fascia oltre i 190 g/Km all’1,5% (rispettivamente 15,5% e 1,6% nel cumulato).
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