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01 ottobre 2018

Brusca frenata dell'auto in settembre (-25,4%) per gli anticipi di agosto

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Partiti i blocchi delle auto più anziane, ora necessario gestire la transizione

 

Dopo l’impatto positivo sul mese di agosto, l’entrata in vigore dal 1° settembre delle nuove norme di omologazione dei veicoli e il conseguente anticipo degli acquisti sul mese precedente, ha generato un riflesso negativo sulle vendite di settembre che, anche a causa di un’indisponibilità di tali nuovi prodotti da parte di qualche marchio e di un giorno lavorativo in meno, hanno segnato una sostanziosa flessione a doppia cifra.

Le vetture immatricolate lo scorso mese, secondo i dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sono state 124.976, 42.500 unità in meno delle 167.469 dello scorso anno. Nei primi 9 mesi le 1.491.261 auto immatricolate si confrontano con le 1.534.349 del gennaio-settembre 2017, segnando una diminuzione del 2,8%.

Al netto delle esigenze di smaltimento dello stock, il trimestre luglio-settembre chiude in calo del 6,9%, accentuando la persistente incertezza dei clienti verso la scelta dei prodotti e per lo scenario economico che si sta prospettando.

“I blocchi della circolazione per le vetture più anziane e, quindi, più inquinanti e meno sicure sono un segnale positivo nell’ottica del rinnovo del parco più volte auspicato e sollecitato dall’UNRAE – afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere. In tal senso l’Associazione plaude all’introduzione di questa tipologia di misure, che però andrebbero accompagnate con messaggi chiari e concreti, in questa fase di transizione verso motorizzazioni a impatto zero, ispirati al principio della neutralità tecnologica e, quindi, riferiti alla possibilità di sostituire detti veicoli anziani con mezzi più moderni e innovativi, compresi i diesel Euro 6, considerati i virtuosi livelli di emissione raggiunti”.

“In effetti oggi le campagne di “demonizzazione” delle autovetture a gasolio stanno disorientando e impaurendo i clienti, anche alla luce dell’impatto sul valore residuo della propria vettura”. Da un’analisi effettuata dal Centro Studi e Statistiche UNRAE, infatti, emerge che nelle tre principali città per numero di immatricolazioni annue, le vendite di autovetture diesel da parte dei clienti privati si stanno riducendo in modo considerevole.

Negli 8 mesi di questo anno, nel comune di Milano la flessione delle immatricolazioni di auto diesel a privati è del 28,6%, a Roma del 22,3% e sale al 37,4% a Torino, a fronte di incrementi delle altre motorizzazioni. Nel totale Italia il calo delle vetture diesel tra i privati è del 15,8%.

“L’UNRAE - prosegue Crisci - ribadisce che il percorso verso una mobilità a impatto zero per le persone e l’ambiente è già una strada segnata, occorre definirne e accompagnarne la transizione. In quanto tempo questo possa avvenire è nelle mani delle Amministrazioni Pubbliche centrali e locali che ne dovranno stabilire l’incisività.”

“Nel frattempo è necessario che sia avviato un processo virtuoso che consenta al nostro Paese di raggiungere gli obiettivi fissati dalle normative europee, senza penalizzare una motorizzazione rispetto a un’altra e attraverso l’adozione di misure efficaci di svecchiamento del parco e di realizzazione delle necessarie infrastrutture per la ricarica elettrica”.

“Pensare di poter fare a meno nell’immediato di una motorizzazione che ancora oggi rappresenta oltre il 50% del mercato – conclude il Presidente – significa creare un buco produttivo che il nostro Paese non può nell’immediato colmare con altre motorizzazioni, senza considerare i riflessi negativi sulla necessità di rinnovo del parco circolante e sul raggiungimento degli obiettivi europei in tema di emissioni”.

Passando all’analisi della struttura del mercato, le motorizzazioni diesel nel mese di settembre hanno perso il 38,3% dei volumi, scendendo di 10 punti per fermarsi al 47,9% del totale mercato. Nel cumulato dei primi 9 mesi la quota è del 53,3% (-3,5 p.p.). In flessione molto più contenuta la benzina (-6,3% e una rappresentatività che sale al 38,7%), mentre calano del 24,2% le vetture a Gpl e del 62,7% quelle a metano, che si fermano all’1% di quota. Da sottolineare la performance delle auto ibride che, grazie a un aumento delle vendite del 28,2%, in settembre hanno superato le immatricolazioni di auto a Gpl, raggiungendo nel mese una quota del 6,1% (+ 2,5 p.p.), mentre nel cumulato rappresentano il 4,3% del totale. Forte crescita per le vetture elettriche (+168,7%) che si portano allo 0,4% di quota.

In flessione tutti i canali di vendita con le immatricolazioni ai privati che si riducono del 16,3% nel mese e del 4,8% nel cumulato (rispettivamente al 59,9% e 54,8% di quota). Molto forte il calo delle società: -34,5% nel mese che porta il periodo gennaio-settembre in diminuzione del 4%. Chiude il noleggio che, nonostante la peggiore performance fra i canali in settembre (-38% in volume, determinata sia dal breve sia dal lungo termine), si mantiene in territorio positivo nel cumulato dei 9 mesi (+3,2%, con una quota che sale al 24,3%).

Calo generalizzato per tutti i segmenti e le carrozzerie che compongono il mercato italiano dell’auto, ma nel cumulato rimangono in attivo i segmenti C delle medie e F dell’alto di gamma e sul fronte delle carrozzerie i crossover, i fuoristrada e le vetture coupé.

Pesanti flessioni a doppia cifra caratterizzano nel mese tutte le aree geografiche, mentre sul piano delle emissioni rimane stabile la CO2 media ponderata sia nel mese (112,8 g/km) sia nel cumulato a 112,3 g/km.

A chiusura, il mercato delle vetture usate in settembre ha segnato anch’esso una flessione del 7,9% con 339.354 vetture trasferite al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome di un operatore in attesa della rivendita a cliente) rispetto alle 368.634 del settembre 2017. Nei 9 mesi il calo è del 3,5% con 3.291.928 trasferimenti di proprietà (3.410.245 nel gennaio-settembre dello scorso anno).

 

Per approfondimenti: www.unrae.it  

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