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Veicoli commerciali e industriali

10 novembre 2020

Il recupero dei ritardi di immatricolazione accumulati nella prima fase di lock-down riporta l’andamento del mercato su valori in linea con il 2019: ottobre 2020 registra un incremento del 3,9%

Stimata a fine anno una perdita del 16/17%

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Il Cen­tro Stu­di e Sta­ti­sti­che di UN­RAE, l’As­so­cia­zio­ne del­le Ca­se este­re, sul­la ba­se dei da­ti di im­ma­tri­co­la­zio­ne for­ni­ti dal Mi­ni­ste­ro del­le In­fra­strut­tu­re e dei Tra­spor­ti ha ela­bo­ra­to una sti­ma del mer­ca­to dei vei­co­li in­du­stria­li con mas­sa to­ta­le a ter­ra su­pe­rio­re al­le 3,5t che, do­po i for­ti in­cre­men­ti dei me­si di lu­glio, ago­sto e set­tem­bre, ha fat­to re­gi­stra­re in ot­to­bre un in­cre­men­to del­le im­ma­tri­co­la­zio­ni del 3,9% ri­spet­to ad ot­to­bre 2019, con 1.910 uni­tà im­ma­tri­co­la­te con­tro 1.838.

 

Il con­so­li­da­to dei pri­mi die­ci me­si del 2020 de­nun­cia una per­di­ta del 17,5% ri­spet­to al­lo stes­so pe­rio­do del 2019 (16.223 im­ma­tri­co­la­zio­ni con­tro 19.665).

 

Nel com­par­to dei vei­co­li pe­san­ti, con mas­sa to­ta­le a ter­ra ugua­le o su­pe­rio­re al­le 16t, l’in­cre­men­to del mer­ca­to ri­ma­ne an­co­ra a due ci­fre, fa­cen­do re­gi­stra­re +11,7% su ot­to­bre 2019 (1.627 uni­tà im­ma­tri­co­la­te con­tro 1.457), che por­ta il ri­sul­ta­to del com­par­to nei pri­mi die­ci me­si a -16,9% sul­lo stes­so pe­rio­do del 2019 (13.125 im­ma­tri­co­la­zio­ni con­tro 15.786).

 

“Il da­to più si­gni­fi­ca­ti­vo, an­che ai fi­ni di una pre­vi­sio­ne sul pos­si­bi­le an­da­men­to fu­tu­ro del mer­ca­to com­ples­si­vo – sot­to­li­nea Pao­lo A. Sta­ra­ce, Pre­si­den­te del­la Se­zio­ne Vei­co­li In­du­stria­li di UN­RAE – sem­bra ve­ni­re in que­sto mo­men­to dal com­par­to dei vei­co­li leg­ge­ri, in par­ti­co­la­re da quel­lo che com­pren­de i mez­zi com­pre­si tra le 6t e le 16t di mas­sa to­ta­le a ter­ra che, do­po il bal­zo ano­ma­lo dei me­si esti­vi, è già ri­tor­na­to a ot­to­bre su un va­lo­re ne­ga­ti­vo a due ci­fre: -28,8% su ot­to­bre 2019. Con tut­ta pro­ba­bi­li­tà gli ef­fet­ti po­si­ti­vi de­ter­mi­na­ti dal­lo smal­ti­men­to dei vei­co­li le cui con­se­gne si so­no di­la­ta­te a cau­sa del lock do­wn so­no già ter­mi­na­ti ri­po­tan­do il mer­ca­to a con­fron­tar­si con la du­ra real­tà”.

 

“Ra­gio­nan­do in pro­spet­ti­va an­nua­le – pro­se­gue Sta­ra­ce – non c’è pur­trop­po mo­ti­vo per pen­sa­re che in una si­tua­zio­ne ana­lo­ga non fi­ni­rà per tro­var­si tut­to il mer­ca­to dei vei­co­li in­du­stria­li: una ipo­te­si rea­li­sti­ca po­treb­be es­se­re quel­la di un fi­ne 2020, con una per­di­ta an­nua con­so­li­da­ta che si at­te­ste­rà su -16/17% ri­spet­to al 2019.

 

Se non si riu­sci­rà a so­ste­ne­re la do­man­da in mo­do mi­ra­to, an­che le im­pre­se del­la fi­lie­ra au­to­mo­ti­ve che di­stri­bui­sco­no ed as­si­sto­no i vei­co­li si tro­ve­ran­no in cre­scen­ti dif­fi­col­tà. Non sap­pia­mo qua­li e quan­te sia­no le azien­de ope­ran­ti del set­to­re del­l’au­to­tra­spor­to e del­la di­stri­bu­zio­ne che già han­no fer­ma­to l’at­ti­vi­tà, né pre­ve­de­re quan­te al­la fi­ne so­prav­vi­ve­ran­no al­l’e­mer­gen­za”.

 

“Il so­ste­gno agli in­ve­sti­men­ti nel­l’au­to­tra­spor­to si sta av­vian­do con­fu­sa­men­te ver­so una si­tua­zio­ne di pro­gres­si­va strut­tu­ra­zio­ne “de fac­to” – os­ser­va Sta­ra­ce. Og­gi ab­bia­mo due ser­ba­toi di por­ta­ta bien­na­le dai qua­li le im­pre­se di au­to­tra­spor­to pos­so­no at­tin­ge­re ri­sor­se per in­ve­sti­men­ti in vei­co­li nuo­vi: quel­lo com­pre­so nei fi­nan­zia­men­ti com­ples­si­vi all’auto­trasporto per gli an­ni 2020-2021, che con­ta ol­tre 120 mi­lio­ni di eu­ro di­vi­si in egual mi­su­ra sul­le due an­nua­li­tà, e quel­lo po­sto in es­se­re dal­la Leg­ge fi­sca­le del 2019 che de­sti­na cir­ca 25 mi­lio­ni di eu­ro, sem­pre per gli an­ni 2020 e 2021, al­l’ac­qui­sto, con­tro ra­dia­zio­ne per rot­ta­ma­zio­ne, di au­to­vei­co­li Eu­ro VI o al­ter­na­ti­vi, con lo sco­po di svec­chia­re il par­co cir­co­lan­te in pro­spet­ti­va green.”

 

“Se guar­dia­mo l’e­vo­lu­zio­ne dei con­ta­to­ri che RAM SpA ag­gior­na pe­rio­di­ca­men­te – con­clu­de il Pre­si­den­te del­la Se­zio­ne Vei­co­li In­du­stria­li – ve­dia­mo che la ca­te­go­ria di vei­co­li nel­la qua­le è sta­to pre­sen­ta­to il mag­gior nu­me­ro di do­man­de, dal­le ore 10 del 1° ot­to­bre scor­so, è quel­la che ri­guar­da l’ac­qui­sto di Eu­ro VI con­tro rot­ta­ma­zio­ne di vei­co­li di pre­ce­den­ti clas­si di in­qui­na­men­to, per la qua­le si è ar­ri­va­ti al 132% dei fon­di di­spo­ni­bi­li, men­tre per l’ac­qui­si­zio­ne di vei­co­li ad ali­men­ta­zio­ne al­ter­na­ti­va è im­pe­gna­to ad og­gi so­lo il 77% del­le ri­sor­se di­spo­ni­bi­li.

 

Vie­ne spon­ta­neo chie­der­si, di fron­te a que­sti da­ti, quan­to il mer­ca­to ita­lia­no dei vei­co­li in­du­stria­li sia pron­to ad in­ten­si­fi­ca­re la do­man­da di mo­to­riz­za­zio­ni al­ter­na­ti­ve nel­le at­tua­li con­di­zio­ni e se è op­por­tu­no ri­ve­de­re la ri­par­ti­zio­ne di det­te ri­sor­se coe­ren­te­men­te con la do­man­da.

 

Di si­cu­ro, ogni vei­co­lo di clas­se an­te­rio­re al­l’Eu­ro VI che si rie­sca in qual­che mo­do ad eli­mi­na­re dal­la cir­co­la­zio­ne co­sti­tui­sce una vit­to­ria con­cre­ta in ter­mi­ni di so­ste­ni­bi­li­tà del par­co”.                                                                                                            

 

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