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18 dicembre 2018

Tanto malus per nulla. La nuova riformulazione del bonus-malus presentata oggi in Commissione al Senato, dimostra che ad essere colpite non saranno solo le auto di “grossa cilindrata”

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Le principali Associazioni del settore (ANFIA, FEDERAUTO e UNRAE), rinnovano il grido d’allarme al Governo, al Parlamento e ai consumatori, sugli impatti che la misura in discussione avrà sul settore automotive.

 

Le analisi della misura nella sua nuova riformulazione, evidenziano come ad essere colpite dal malus, non saranno solo le autovetture di lusso o di grossa cilindrata, peraltro già assoggettate ad una gravosa imposta quale il superbollo, ma anche moltissimi modelli ampiamente diffusi sul mercato, molti con una fascia media di costo sul quale l’aggravio di una tassa di 1.100 € appare veramente irragionevole.

 

Solo a titolo di esempio non esaustivo, si riporta di seguito un elenco di autovetture colpite, in particolare nella prima fascia di malus penalizzata da un aggravio eccessivo per il cliente:

 

Marca

Modello

 

 

ALFA ROMEO

GIULIETTA

CITROEN

SPACE TOURER

DACIA

DOKKER

DACIA

DUSTER

FIAT

TIPO

FIAT

DOBLO

FIAT

DUCATO PAN.

FORD

C-MAX

FORD

FOCUS

FORD

KUGA

FORD

MONDEO

HONDA

CIVIC

HONDA

CR-V

HYUNDAI

I30

HYUNDAI

TUCSON

KIA

SORENTO

KIA

SPORTAGE

KIA

STINGER

MINI

COUNTRYMAN

MITSUBISHI

PAJERO

NISSAN

JUKE

NISSAN

X-TRAIL

OPEL

CORSA

OPEL

INSIGNIA

OPEL

MOKKA

OPEL

ZAFIRA

RENAULT

KOLEOS

RENAULT

MEGANE

SSANGYONG

KORANDO

SSANGYONG

REXTON

SSANGYONG

RODIUS

SSANGYONG

TIVOLI

SSANGYONG

XLV

SUBARU

BRZ

SUBARU

FORESTER

SUBARU

LEVORG

SUBARU

OUTBACK

SUBARU

WRX

SUZUKI

JIMNY

TOYOTA

GT86

TOYOTA

LAND CRUISER

TOYOTA

YARIS

VOLKSWAGEN

GOLF

VOLKSWAGEN

MULTIVAN

VOLKSWAGEN

TIGUAN

 

Gli impatti della misura considerata dimostrano, inoltre, che il “malus” è di gran lunga superiore rispetto alla necessità di copertura del “bonus”.

 

Una misura così strutturata, appare pertanto socialmente iniqua, poiché richiede ad un’ampia fascia di cittadini un importante sforzo economico per finanziare l’acquisto di pochi veicoli.

 

Riteniamo al contrario di fondamentale importanza lo stanziamento previsto a supporto delle infrastrutture di ricarica, a nostro avviso il primo necessario passo che il Paese deve fare per creare le condizioni abilitanti per lo sviluppo della mobilità elettrica.

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